Autore - Luigi Scafuto

La corretta gestione del tempo…

🤯 In questo periodo di isolamento sociale molte persone si ritrovano privi di punti di riferimento e incapaci di gestire le proprie giornate, con conseguenti vissuti di ansia.

⌛ Una corretta gestione del tempo è impostante per poter gestire al meglio gli stati di #ansia e #paura.

🗓️ Ogni giorno, per i prossimi dieci giorni, condividerò una regola da seguire per poter affrontare al meglio la quarantena e non rimandare a domani ciò che potrebbe essere fatto oggi.

#psicologia #gestionedeltempo #quarantena #andràtuttobene #insiemecelafaremo

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La Tempesta c’é ma la quiete non si vede…

CRISI
Un fatto è certo, la crisi del Covid-19 sta stremando i cittadini che non solo vedono assottigliarsi le scorte di liquidità, ma non hanno capito come e quando si potrà ripartire per la ripresa delle attività essenziali del Paese, o meglio di un Paese, il nostro, che ha dimostrato di avere più cittadini civili, solidali e generosi di quelli che si sono prestati alla stupidità o alla speculazione. E le manifestazioni sono state tante e spontanee.

ESIGENZE
Le esigenze quindi a cui lo Stato deve provvedere sono due, fondamentalmente. La prima appartiene alla vita sociale, familiare ed affettiva che conta con dolore le vittime, che non è solo una parola, ma il mondo dello sgomento dei loro cari e nostri concittadini che hanno perso la vita. Ma anche il mondo di quelli che debbono passare dal dolore ad una reazione. Assolutamente necessaria.
La seconda esigenza è quella di riprogrammare la consistente macchina produttiva italiana nel peggior momento dell'Unità Europea nel quale antichi egoismi e pregiudizi, hanno tolto il coperchio al vaso della indifferenza. In questo momento storico in cui la Cina, prima ad uscire attrezzatissima nella vendita di materiale sanitario ed ospedaliero anti Covid-19, che vende solo cash, è l'unica ad incrementare il proprio potere economico nel mondo. E con un gigante come l'america in ginocchio, un gigante che combatte più guerre contemporaneamente. E' evidente che l'Italia deve essere condotta in un mare meno tempestoso, e magari in un porto per fare le riparazioni necessarie.

SOLUZIONE
Da soli non ne usciamo, le battaglie giornalistiche che alimentano le polemiche tra alcuni partiti, portano sgomento. Gli italiano hanno bisogno di dare le proprie energie ad un programma di ricostruzione economica, industriale e morale.
Tutti un passo indietro. O tutti un passo avanti, ma un governo di contrapposizioni partitiche, di separazioni in eterno conflitto, non serve oggi. L'avvenire ha bisogno di essere rispettato servendo lo sviluppo con grandi capacità ed esperienza. Serve autorevolezza senza equivoci, che dia al mondo della finanza che per ora la fa ancora da padrona, un programma credibile con al centro l'indipendenza della democrazia, senza altro fine che mostrare la capacità della rinascita di un Paese l'Italia, che ha nella qualità della vita un primato difficilmente superabile. Anche dai Paesi che hanno maggiore stabilità economica, manca il tempo per aprire una seppur importante discussione, oggi le alternative sono due ed è meglio che le scelga il Presidente, con la riconosciuta stima da parte di tutti.
Prof. Claudio Fava
www.claudio-f-fava.it

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Grazie Mattarella. La situazione non consente rinvii. È scoccata l’ora del tempismo

La discussione degli interventi da adottare in periodo di crisi, per mia educazione appartenente al secolo scorso, fortunatamente, verrà solo dopo aver espresso ai colpiti dal virus, proprio a tutti senza demagogie il mio affetto.

Ma ciò premesso è scoccata l’ora del tempismo. Il tempismo la fa da padrone e domani, faremo i conti e le analisi…non per accusare, ma per attrezzarci meglio. Quello che abbiamo capito anche dalle fake news contro le Istituzioni italiane, delle quali si sta occupando il Copasir, è che la realtà della ormai conclamata pandemia verte sostanzialmente su 2 quesiti.

1 perchè dai padri fondatori, che si sono guardati bene di inserire nella costituzione europea il riferimento ai “principi cristiani”, a tutti i presidenti del Parlamento europeo che si sono susseguiti sino ad oggi, non è stata regolamentata sufficientemente ed in maniera vincolante la importantissima regola della solidarietà e degli strumenti off shore idonei a superare periodi di flagello come questo?

2 perché chi decide della sorte dei mercati, del futuro della generazione dei minorenni di oggi, e cittadini di domani, ovvero i ben nutriti parlamentari europei non subisce restrizioni al proprio reddito, vista la crisi, pensando sia eterno?
La mia risposta è che l’Europa sia giusta ma chi la gestisce è impreparata.

Chiamiamoli euro bond, corona bond o recovery bond, come ha stigmatizzato ieri Sandro Gozi ai colleghi del Parlamento europeo, non c’è dubbio che serva una poderosa e lungimirante iniezione di finanza, sino a quando la forbice del deficit dei bilanci di tutti i paesi europei non si sia invertita. Whatever it takes? Si. Sempre ma solo quando serve.

Altrimenti sia l’odio per la crisi spezzafuturo, inevitabile purtroppo, che l’attuale calo delle risorse, faranno dell’Europa un teatro di battaglia, in continuo declino per retaggi mai sopiti, dove alcuni gestori stupidi penseranno di fare bella figura, dividendosi quello che resta da un fallimento economico e umanitario…

Scena già vista, mi sembra.
Spero fortemente che il presidente Mattarella continui con i suoi autorevoli richiamo e richieste di chiarimenti al Parlamento europeo, ma sia consapevole che è sempre di più il baluardo delle famiglie italiane.

Articolo di Claudio F. Fava tratto da https://www.farodiroma.it/grazie-mattarella-la-situazione-non-consente-rinvii-di-c-fava/

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Per rialzarsi dopo l’emergenza sanitaria servono competenza e autorevolezza.

Per rialzarsi dopo l’emergenza sanitaria servono competenza e autorevolezza. Ma l’Italia e l’Europa sembrano più incerte di molti antagonisti globali (di C. Fava)

Viviamo il momento peggiore dall’inizio del millennio, non solo per noi ma per il mondo intero, paesi emergenti e paesi disastrati. Quindi nessuno ha la lanterna magica e per questo i cittadini di ogni paese si possono riappropriare del diritto di partecipare al dibattito pubblico. E di analizzare. E di giudicare, prima, durante e dopo l’emergenza coronavirus.

L’epidemia ci ha dato dolore per le perdite, per il dramma dei loro cari, paesani, concittadini che hanno vissuto un momento tragico che ancora non è sotto controllo. Ma il virus ci deve far crescere assolutamente e deve mettere al primo posto le competenze e l’autorevolezza.
In Italia, con 1/3 delle piccole e medie aziende in via di evaporazione, con lo strascico di disperazione nel mondo del lavoro, non si può che essere coraggiosi. E quindi scegliere persone che siano competenti ed autorevoli.

Competenti perchè non si può essere superficiali nel sottovalutare la qualità, per alcune cose si e per altre no. Così, il Made in Italy prima di tutto deve essere in Italia.
Autorevoli perchè chi parla e decide deve essere con le spalle larghe di esperienza ed avere fermezza e coraggio.
Ho già detto che il breve non riguarda solo chi ha perso il lavoro, o l’appoggio delle banche, perchè non veniamo da un buon periodo di sviluppo e solidità amministrativa o industriale.

La globalizzazione, che è un attrezzo da lavoro, se la usiamo bene aiuta a realizzare obiettivi, a volte anche immensi come quelli nella rete e nell’ITC ma se lo usiamo con superficialità, cercando prevalentemente il prezzo basso e il risultato rapido in tutto, economicamente e socialmente, diventa un nemico del progresso. Ed anche delle strategie politiche internazionali, con le quali facciamo difficoltà a convivere anche in tempi normali… essendo l’Italia e l’Europa più incerte di molti antagonisti globali.

Servono strategie per il breve periodo, dunque. Ora gli strumenti per l’emergenza, per le famiglie e le persone che stanno vivendo con l’angoscia questo blocco economico, del quale purtroppo parlano solo quelli che hanno un reddito fisso e certo, vanno decretati subito e senza orpelli burocratici sin che dura l’emergenza, almeno 6 mesi. Poi verranno ammortizzati, come si fa nella “fabbrichetta”.

E servono stretgie per il medio periodo. Mentre le discussioni con l’Europa che tanto ha bisogno di noi, vanno argomentate con autorevolezza. Il bazooka o i bond o gli aiuti allo sviluppo debbono essere menzionati da chi li conosce e far capire che la legge della solidarietà, nonostante il pessimo esempio di rubamascherine e ventilatori dato dai nostri confinanti, è l’unica strada per trovare un nuovo equilibrio. Magari una rilettura di Luigi Einaudi, può aiutare.

Articolo di Claudio F. Fava tratto da http://www.farodiroma.it/per-rialzarsi-dopo-lemergenza-sanitaria-servono-competenza-e-autorevolezza-ma-litalia-e-leuropa-sembrano-piu-incerte-di-molti-antagonisti-globali/

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Prestito Personale CORONA VIRUS PER RIPARTIRE

OGGI E' IL 21 MARZO. Gli italiani TRA 120 GIORNI devono trovare IN RAMPA DI LANCIO aziende con un progetto. Nuovo o di Ristrutturazione, ma qualcosa che consenta di pagare stipendi e imposte in base ad un piano che coinvolga il Paese. Altrimenti..anche le piccole imprese che non potranno ottenere ciò che realmente serve dai Decreti emessi e quelli che arriveranno...molto tardi purtroppo, chiuderanno o scapperanno all'estero. Pericolo? Perdita del 35% delle PMI entro l'anno. E le PMI hanno l'80% degli occupati. Almeno così era sino a Gennaio 2020. MENO ARTICOLI E PIU' REALTA'. Cosa a portata dei Dirigenti dei Ministeri, che ringrazio di cuore per la pazienza che stanno mostrando... Ora che il pallino del whatever it takes e' passato per l'Italia a noi italiani, occorre essere concreti occorre erogare uno schematico:

PRESTITO PERSONALE CORONAVIRUS. Proponendolo oggi e diluendo quindi spostandolo nel tempo, il crack economico e progettuale del Paese, evitando pericolosi ed incogniti riflessi sociali. Il MEF deve proporre a tutti gli attuali "senzalavoro", un finanziamento a titolo di prestito di importo pari a 1.000 euro al mese per 6 mesi restituibili in 48 mesi, a condizione naturalmente che non usufruiscano al momento della richiesta di altri ammortizzatori sociali. La richiesta è destinata a tutti coloro i quali abbiano dichiarato comunque ed ufficialmente almeno UN reddito nel 2019, anche di pochi euro. CONTRIBUTO ALLA RESTITUZIONE Il beneficiario potrà godere dopo la scadenza dei 6 mesi di un contributo alla restituzione qualora appunto entro i 6 mesi nei quali beneficia di questo auiuto in attesa di occupazione o avvio di impresa, sia stato in grado di creare per se una attivita' fiscalmente individuabile (ovvero abbia trovato o lavoro presso terzi, o abbia creato anche in società con terzi una start-up). IL CONTRIBUTO ALLA RESTITUZIONE consiste in una esenzione fiscale su qualsiasi reddito IRPEF maturato, pari al 50% dell'imposta a proprio carico e soltanto per il periodo dei 48 mesi della durata della restituzione del prestito. MECCANISMO BEN DIVERSO DAL REDDITO DI CITTADINANZA, ESSENDO IL CORONAVIRUS PRESTITO PERSONALE UN INCENTIVO AL SELF-PLACEMENT.

Donne ed uomini che aderissero varrebbero un reddito pari al 5% delle PMI che oggi può valere almeno 400.000 nuovi contribuenti, giovani e meno giovani ma proattivi disperatamente alla ricerca di una autonomia, dignità e che comunque grazie alla spinta ottenuta in questo tremendo periodo di recessione, tra 4 anni pagheranno tasse e INPS, abbassando nel frattempo le inevitabili tensioni sociali create dalla situazione post-virus, ovvero post-bellica, rende meglio l'idea.

NON RESTITUZIONE Per tutti gli altri beneficiari che non avranno voluto o potuto cogliere questa opportunita' per trovare uni inserimento nel processo di produzione anche nel NO PROFIT del Paese, la spesa sarà considerata un "mutuo soccorso" in un momento doloroso e critico dell'Italia. Ovvero un prezzo da pagare ed ammortizzare, come se fosse un costo da sostenere nella sperimentazione di un progetto importante, come un grande Paese deve avere.

Articolo di Claudio F. Fava tratto da https://www.linkedin.com/pulse/prestitopersonalecoronavirusperripartire-claudio-fava

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Coronavirus. Se 25 miliardi vi sembrano tanti (di C. Fava)

Dal precedente articolo “Chi è il direttore Commerciale dell’Italia?” è passata una settimana. Gli italiani le famiglie, gli operatori e i balconi, hanno dato orgoglio al Paese. Stiamo affrontando il dolore e il dramma… con fierezza e bene. Ma il nostro Governo stakanovista, non è sereno… purtroppo, per emettere 4 provvedimenti rapidi e concreti per il futuro.

Tutti, ma proprio tutti, gli esperti, leimprese, i sindacati e gli economisti hanno capito che qualsiasi provvedimento blando, creerà per tutti un quinquennio horror, i cui responsabili verranno infelicemente ricordati.

E’ vero che noi italiani siamo esempio per la gestione emergenziale? Dobbiamo esserlo anche per la rapidità e qualità degli interventi che debbono mantenere la domanda interna e sostenere la ripresa dell’Export.

Primi nell’emergenza e ultimi nel Futuro? Non funziona. I 25 miliardi nostri contro 550 della Germania, per la ripresa, sarebbero una resa senza l’onore delle armi.
#25miliardicontro550noncisto.

Claudio Fava

Articolo di Claudio F. Fava tratto da http://www.farodiroma.it/coronavirus-se-25-miliardi-vi-sembrano-tanti-di-c-fava/

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