Per l’industria 450.000 esperti in globalizzazione

FOR.ITALY NAZIONALE e FEDAPI NAZIONALE quali confederazioni di Imprese, supportano la proposta dell’economista Prof. CLAUDIO FAVA quale componente del gruppo di professionisti in seno a PRONTOSOCCORSOIMPRESE in merito al MODELLO ORGANIZZATIVO PER L’EXPORT DELLE NOSTRE ECCELLENZE.

#PERL’INDUSTRIA450.000ESPERTIINGLOBALIZZAZIONE

STRATEGIA POST-COVID OGGI

Senza parlare di strategia politica estera, non si spiega opportunamente la situazione di debolezza dell’export per un Paese come il nostro, invaso da prodotti di medio o basso livello a bassissimo costo. Proprio lo sconvolgimento della nostra tradizione culturale ed economica.

EUROATLANTISTI O ESTCINESISTI: QUALI ALLEANZE

Guardiamo sommariamente e senza infilare nessun dito nelle tante piaghe che abbiamo…quello che comporta, nel bene e nel male, la nostra posizione strategica e culturale nel Mediterraneo.

E parliamo di rinforzare il 10% delle P.M.I. che non hanno la cultura dell’export per tanti motivi che sono noti a tutti… paura dell’assunzione, costo eccessivo, mancanza di fiducia nella banca agente…

SITUAZIONE ATTUALE INTERNAZIONALE

Da un lato gli Stati che difendono  il libero mercato…filo occidentale ovvero OCSE, dall’altro gli Stati che vogliono decidere quale sia il mercato, soprattutto  attraverso le decisioni che condizionano il mondo delle assunzioni pubbliche, quindi una parte determinante della domanda interna,  e scegliendo  anche  la politica estera più affine allo status quo, senza la compartecipazione del mondo produttivo che ha quasi sempre esigenze di competitività diametralmente opposte.

INDOLE POLITICA ITALIANA

Viviamo oggi, con la situazione internazionale  che ha partorito la globalizzazione, ed è stata compresa  lentamente da quasi tutti i partiti politici  italiani, un momento delicato con riposizionamenti anche tra Turchia e paesi  che hanno interessi diversi da quelli del dialogo. Spesso coloro che hanno scelto di fare politica in Italia si sono abituati a prendere in considerazione le scelte strategiche al pari di quelle tattiche che hanno la visione di un risultato   nel breve, anzi brevissimo periodo ma oggi i rappresentanti politici del Parlamento italiano devono  optare per una di queste due scelte:

  • liberismo sociale (quello di Luigi Einaudi per intenderci)
  • tatticismo funzionale ovvero il centrosinistra, oggi “centrone”.

Naturalmente il peso della mancata semplificazione della burocrazia nella Pubblica Amministrazione  in tutte le sue Fasi Organizzative, quelle che in una industria si chiamerebbero Fasi Produttive o Ciclo Industriale, ha pesato sulla bilancia del CONTROLLIAMO DI NON PERDERE IL POTERE DECISIONALE, anche condizionando lo sviluppo del Paese.

Ma basta non perdere il controllo per dare stabilità al mercato finanziario e sociale mondiale?

 

IPOTESI DI LAVORO: FORMARE 450.000 ESPERTI IN GLOBALIZZAZIONE

Assolutamente mandatorio aumentare il numero degli EXPORT MANAGER che devono combattere la globalizzazione, anche a costo di adottare i sistemi di equiparare i giovani ai macchinari che ricevono sussidi, non nel prezzo, ma nel pagamento delle rate a partire dal funzionamento della macchina.

Il piano di formare in 3 anni almeno 450.000 esperti in Globalizzazione offrendo alle P.M.I. che volessero aderire un finanziamento restituibile in 8 anni, per un investimento totale di circa 90.000 euro, è pari all’investimento di un macchinario.

Dopo che lo specializzando è formato, allora si  comincia la restituzione del prestito. In 8 anni.

Tutto ciò con un click-day rivolto alle aziende interessate, rivolto ai prescelti di qualsiasi età ed individuati dall’azienda per realizzare il periodo  di internal training.

Naturalmente il programma prevede Formazione anche linguistica esterna, missioni dove l’azienda vuole e pratica di attività di vendita e marketing nei mercati selezionati dalle P.M.I. che abbiano aderito al programma.

L’Italia rappresenta meno del 3% del PIL mondiale… è ancora nel G20 per l’incidenza dell’industria manifatturiera che è solo 5 punti dietro a quella tedesca… e non è poco. Comunque di grande prospettiva.

L’Italia esporta da decenni ormai  tecnologie e prodotti di qualità nel settore della moda, dell’alimentazione di Tradizione Italiana, dell’engineering del design e delle infrastrutture ed è contemporaneamente un mercato del turismo, dell’arte e dell’archeologia di grande appeal.

La domanda è una:

“vogliamo svendere tutto il possibile, correndo verso il prezzo più competitivo per fare concorrenza ai cinesi, o vogliamo capire che il futuro è nella qualità e nell’efficienza? I nostri nipoti dovranno essere competitor nei segmenti di qualità o dovranno avere la sola prospettiva  di diventare i ristoratori  dei ricchi cinesi che sicuramente riusciranno ad avere la possibilità di venire a svacanzare in Italia?

CONCLUSIONI

Adesso riconsideriamo la situazione attuale internazionale, e nel rispetto della scuola del Machiavelli, dialoghiamo con tutti ma non scherziamo con le alleanze sbagliate.

Se abbandoniamo la qualità, la semplificazione amministrativa e la ricerca, non creiamo  futuro per noi e per la prossima generazione. Dobbiamo rinnovare ed ampliare il parco degli specialisti nel marketing dello viluppo, della J. Venture e della delocalizzazione.

Dobbiamo salire di alcuni gradini: portare nel mondo la nostra storia, culturale ed economica.

 

Claudio Fava

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