La Tempesta c’é ma la quiete non si vede…

CRISI
Un fatto è certo, la crisi del Covid-19 sta stremando i cittadini che non solo vedono assottigliarsi le scorte di liquidità, ma non hanno capito come e quando si potrà ripartire per la ripresa delle attività essenziali del Paese, o meglio di un Paese, il nostro, che ha dimostrato di avere più cittadini civili, solidali e generosi di quelli che si sono prestati alla stupidità o alla speculazione. E le manifestazioni sono state tante e spontanee.

ESIGENZE
Le esigenze quindi a cui lo Stato deve provvedere sono due, fondamentalmente. La prima appartiene alla vita sociale, familiare ed affettiva che conta con dolore le vittime, che non è solo una parola, ma il mondo dello sgomento dei loro cari e nostri concittadini che hanno perso la vita. Ma anche il mondo di quelli che debbono passare dal dolore ad una reazione. Assolutamente necessaria.
La seconda esigenza è quella di riprogrammare la consistente macchina produttiva italiana nel peggior momento dell’Unità Europea nel quale antichi egoismi e pregiudizi, hanno tolto il coperchio al vaso della indifferenza. In questo momento storico in cui la Cina, prima ad uscire attrezzatissima nella vendita di materiale sanitario ed ospedaliero anti Covid-19, che vende solo cash, è l’unica ad incrementare il proprio potere economico nel mondo. E con un gigante come l’america in ginocchio, un gigante che combatte più guerre contemporaneamente. E’ evidente che l’Italia deve essere condotta in un mare meno tempestoso, e magari in un porto per fare le riparazioni necessarie.

SOLUZIONE
Da soli non ne usciamo, le battaglie giornalistiche che alimentano le polemiche tra alcuni partiti, portano sgomento. Gli italiano hanno bisogno di dare le proprie energie ad un programma di ricostruzione economica, industriale e morale.
Tutti un passo indietro. O tutti un passo avanti, ma un governo di contrapposizioni partitiche, di separazioni in eterno conflitto, non serve oggi. L’avvenire ha bisogno di essere rispettato servendo lo sviluppo con grandi capacità ed esperienza. Serve autorevolezza senza equivoci, che dia al mondo della finanza che per ora la fa ancora da padrona, un programma credibile con al centro l’indipendenza della democrazia, senza altro fine che mostrare la capacità della rinascita di un Paese l’Italia, che ha nella qualità della vita un primato difficilmente superabile. Anche dai Paesi che hanno maggiore stabilità economica, manca il tempo per aprire una seppur importante discussione, oggi le alternative sono due ed è meglio che le scelga il Presidente, con la riconosciuta stima da parte di tutti.
Prof. Claudio Fava
www.claudio-f-fava.it

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